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In un contesto economico caratterizzato da rapidi cambiamenti dovuti alla diffusione delle nuove tecnologie è vivo il dibattito sul ruolo delle competenze trasversali (soft skills) dei candidati, in ogni funzione e in ogni dimensione aziendale. Questo ha un evidente impatto anche sugli ATS, che devono aprirsi a funzionalità che consentano ai selezionatori valutazioni di tipo qualitativo.

In altre parole, quanto è vero la qualità “problem solver” dichiarata dal candidato? Quanta apertura di credito occorre dare alla “capacità di lavorare in team” indicata sul cv? E alla “capacità di superare gli ostacoli”? E’ chiaro che durante l’assessment i selezionatori hanno diversi strumenti ed opportunità per assegnare il giusto peso a quanto dichiarato dal candidato sul suo curriculum ed è altrettanto chiaro che gli ATS presentano già degli ambienti all’interno dei quali è possibile registrare gli esiti delle prove. Ma per il mondo HR 2.0 (o siamo già nel 3.0?) una valutazione ex post delle soft skills è un risultato accettabile e sufficiente all’interno di un ATS che non sia solo un database con qualche caratteristica in più?

Per rispondere a questa domanda, facciamo un passo indietro.

La diffusione di tablet, phablet e smartphone rende sempre più forte la richiesta di form cv responsive, mini ed integrati con i social e professional network per l’apply with con la possibilità di ritornare in diversi momenti sulla compilazione della candidatura. Ora, se i candidati Millennials richiedono velocità e non promettono pazienza, occorre trovare una soluzione che favorisca la loro permanenza sulla pagina “Lavora con noi” o su una pagina a questa integrata. Come già detto in un’altra occasione, i nuovi ATS dovranno essere integrati con sistemi di valutazione ispirati ai criteri della Gamification, per effettuare un primo screening dei candidati attivi in linea con gli obiettivi di risultato oppure per verificare il possesso delle soft skills. A questo risultato si arriva più facilmente attraverso un test, anch’esso integrabile nell’ATS, volto a valutare le competenze trasversali e la rispondenza del candidato ai valori aziendali. In tal caso la valutazione avverrebbe ex ante, almeno rispetto al processo di assessment.

Il test dovrà essere somministrato in maniera tale che il candidato lo percepisca come un’esperienza o un valore per sé: è auspicabile una scheda o comunque un output visibile al candidato, che sia per lui un punto di partenza per intervenire nelle proprie aree di miglioramento.

Vincenzo Russo
Senior Consultant
Cesop Communication srl